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Su Mattarella, Conte, Savona e gli altri.

Provo a scindere alcuni aspetti.

Secondo me Savona non sarebbe mai stato proposto da una maggioranza di centrodestra. Salvini può raccontarlo ai suoi sostenitori, ma non avrebbe mai passato l'esame di coalizione anche con un Berlusconi meno forte rispetto a un tempo. Salvini ha puntato sulla intransigenza di Mattarella per far il botto, e non governare non essendo capace di garantire quanto promesso per anni, e sta cercando di far ricadere la colpa su altri, facendo più danni al movimento 5 stelle che ha proposto il candidato premier, ed è stato ingenuamente a questo gioco inverosimile.

Ora Salvini può anche andare all'incasso e al voto, anche senza Silvio. O almeno provarci.

 

Da un punto di vista formale, Mattarella sta esercitando il potere di nomina che la Costituzione garantisce alla sua carica. Infatti, ad altri compete il potere di proporre, a lui quello di nominare. In questo momento il Governo non c'è, a lui il compito di garantire unità, stabilità.Abbiamo una maggioranza che si è costituita in Parlamento, come è giusto che sia, ma un presidente designato che è uno sconosciuto, di cui non sappiamo idee e posizioni.

 

La nomina di Savona è un ulteriore elemento di incertezza, lui stimato professionista che da sempre avuto ha una posizione non conforme a quella della maggioranza costituitasi in Parlamento e in questi mesi, con l'aiuto indispensabile e innegabile del Capo dello Stato.

Mattarella però sbaglia a dire che non si può avere una posizione antieuropa, senza specificare un indispensabile "qui e ora". Non si può qui, non si può ora, dopo questa campagna e questi 3 mesi. Non erano questi i programmi elettorali, i patti post voto, e nemmeno gli accordi del contratto.

 

La Lega, i 5s, chiunque si candidi   a p e r t a m e n t e    in chiave antieuro e provi a riproporre il nome di Savona dopo le elezioni. Nemmeno Mattarella avrebbe il potere di porre veto, a patto di voler innescare uno scontro istituzionale forte, che in questo momento mi pare ingiustificato e non puntuale.

Se l'Europa rimane così, uscire non è solo un diritto, ma un dovere. Siamo liberi di dirlo? Tuttavia, raccontare di un'uscita dalla moneta unica e dallo spazio europeo come soluzione di tutti i mali come fanno alcune forze politiche, alcuni personaggi,  omettendo tutto ciò che comporta, non solo è scorretto ma anche in chiara malafede. 

 

Dal mio punto di vista tutta questa vicenda ha un chiaro responsabile: il Movimento 5 stelle. Eviterei gridare al complotto dei poteri forti, delle banche e dell'Europa che non li vogliono al governo. Il M5S ha scritto un programma vago su punti strategici come l'economia, la politica estera intra EU ed extra EU, e in forte contraddizione su questioni lavoro-diritti civili.Dopo il voto si sono alleati quasi subito con una forza antieuro, isolazionista e conservatrice come la lega, e si aspettavano che oltre le alpi sarebbero rimasti a guardare? Siamo seri. Solo una scimmia con le pigne in testa può immaginare che la formazione di governo non va ad influenzare un numero indefinito di rapporti e relazioni che hanno ricadute reali e concrete su scenari internazionali, globali, ma anche interni, come gli aumenti del mutuo dei singoli cittadini. Della loro "superficialità" a capire gli scenari globali avevamo avuto prova nella scorsa legislatura, francamente sorprende l'ingenuità con cui si son fatti trattare da Salvini.

L'unico modo che hanno di rimettersi in pista e non schiantarsi al voto, anche proponendo un altro volto, magari in panchina lo scorso marzo, è quello di un contratto - con altri toni e altre forme - insieme al PD, che vista la situazione che vive, farebbe bene ad accettare. Anche perché chi ha votato 5s ed era d'accordo per l'accordo con Salvini, possiamo solo immaginare cosa voterà..

 

Concludo però con una domanda, che mi accompagnerà per le prossime ore... Una di quelle da corso di Etica pubblica:

Se una maggioranza uscita dalle urne volesse proporre al Ministero degli Interni un negazionista dell'olocausto, oppure un creazionista all'università, o uno che nega l'esistenza del virus hiv al ministero della salute, o uno che vorrebbe il ritorno al Papa Re, il Presidente della Repubblica ha il potere di porre veto oppure no?