Perché questo blog

Ho perso il conto degli spazi virtuali e dei diari che mi hanno accompagnato nel corso degli anni, senza contare ovviamente il tremendo profilo Myspace.

L'operazione più riuscita di blog risale ormai all'anno 2003 e ha coinciso con la mia  maturazione umana, politica e sessuale.

Si trattava di un sito goliardico che parlava della mia vita notturna, delle mie nuove amicizie, di scena e retroscena della notte gaia milanese, ma lentamente era diventata una pagina di denuncia contro gli stereotipi e l'omofobia, e finiti gli studi, era diventato un impegno difficile da aggiornare e mantenere.

Ho staccato la spina a quel blog 12 anni fa, dedicandomi ad altro, dal volontariato all'impegno sociale e politico, mentre sul web sono arrivati i social network  e quindi l'esigenza di un blog o di un sito non ha mai superato certe soglie di guardia.

Cosa è successo ora? Perché ora?

Perché scrivo e/o mi chiedono articoli che finiscono in spazi diversi della Rete, dai miei profili social a riviste online e spesso li perdo e me li ritrovo sotto altre forme, e mi sembra giusto trovare un unico spazio dove raccoglierli (e custodirli), permettendo a certe riflessioni di trovare o un seguito e/o un  ulteriore approfondimento e confronto.

Quando necessario recupererò certe riflessioni già condivise in altri spazi.

Prima regola

Non scrivo di tutto, diffido dei tuttologi.

Su queste pagine non troverete discorsi sul "tutto".

Mi occupo di diritti civili e laicità perché questi sono i temi su cui mi sono formato e informato per anni. Di conseguenza non posso non scrivere di diritti civili e laicità.

Dire "laicità" significa dire tante cose diverse:  scuola e religioni (ben oltre la questione di insegnamento dell'ora di religione cattolica); ma anche obiezione di coscienza, pluralismo religioso, prostituzione, omofobia, gpa, etc etc. Già la parola laicità è inclusiva di tanti e tanti argomenti.

Siccome non sono gay per professione, scriverò anche di lavoro, di inserimento lavorativo di neolaureati, di politiche attive e servizi al lavoro che sono le "cose" che faccio e tocco con mano da 8 anni.

Scrivo di Europa perché quello è lo spazio politico che dobbiamo presidiare e in cui si tutela e si emancipa il nostro agire politico. Non ha senso parlare di diritti civili, laicità, lavoro, formazione, senza immaginare questi aspetti collegati al senso della cittadinanza europea, soprattutto quella che in questi periodi complicati, non dobbiamo dimenticare di voler costruire.

Infine, scrivo di me e delle cose che mi appassionano: un bel libro, una serie tv, un film.

Seconda regola

Si può commentare tutto nel limite della decenza e ognuno si prende la responsabilità di quello che scrive.

 

Semplice, no?

Già per esser arrivati a questo punto non posso che ringraziarvi per l'attenzione.

Ci vediamo al prossimo post.