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L'inverno è arrivato

Alla fine è arrivato l'inverno, come nella famosa e celebrata serie televisiva.

Tutto ampiamente previsto e paventato nelle scorse settimane e nei gli ultimi sondaggi.

Il fatto che tutto questo fosse ampiamente prevedibile non lo rende meno agghiacciante e doloroso.

L'Italia ha votato chiaramente, e anche se non mi piace come hanno votato gli italiani, non penso che gli italiani siano stupidi e/o tutti fascisti, populisti, xenofobi, etc.

 

In modo evidente la stragrande maggioranza degli italiani che si è recata al voto ha detto che non vuole ius soli, non vuole l'Europa (o la vuole diversa), non vuole la legge Fornero e non ne vuole sapere del partito della nazione, di Renzi-Berlusconi.

Il 4 marzo Salvini e di Maio hanno incassato, con gli interessi, l'esito del referendum di fine 2016.

Tralasciando gli errori del centrosinistra renziano, che comunque esce da una lunga stagione di governi prima tecnici, poi di coalizione e quindi in svantaggio in partenza, in questo scenario complessivo, chi vuole parlare di accoglienza, di Europa solidale, di diritti, di laicità, di eguaglianza dice qualcosa che non interessa a più della metà degli elettori.

La sinistra da un punto di vista pratico, in questo scenario non viene scelta perché parla di di cose che non interessano, che sono uscite dai riferimenti valoriali degli italiani o che sono considerate come qualcosa di importante sì, ma non prioritario, ma soprattutto perché non è credibile.

 

Sarà il momento storico particolare, l'evoluzione globale che stanno vivendo tutte le democrazie occidentali, ma in questo contesto, c'è poco da fare. Chi di sinistra sa da sempre di essere in minoranza, e rispetto al 1994, al 2001 e al 2008, al di là dei flussi e dei dati, non c'è molta differenza

Nel boom della Lega c'è lo svuotamento di Berlusconi e l'atto di fiducia delle estreme destre, che chiederanno il conto, mentre nel successo dei cinquestelle c'è il crollo del PD.

La sinistra ora deve imparare a ripartire da una marginalità.

Salvini e Di Maio hanno intercettato un malessere, hanno proposto l'attacco al sistema  e la sua sostituzione.

Un elettorato che ha provato il centrodestra e il centrosinistra, e riconosce in queste realtà il sistema da abbattere, si è adeguato alla proposta.

La sinistra non ha perso voti a sinistra  o nell'astensione tutto sommato fisiologica, la sinistra ha perso voti che sono andati a chi propone l'opposto e altro perchè non è stata credibile di proporre quello che non ha fatto.

 

Si riparte da qui.

Non incominciamo a raccontarci che le "colpe" (io ho rimosso il senso di colpa cattolico, parlo di responsabilità) siano della mancata unità della sinistra, e/o della classe dirigente, dei Grasso, Fratoianni, D'Alema, Civati etc.

Perché la sensazione è che senza i Grasso etc etc Leu non ci sarebbe stata e avrebbe avuto ancora meno visibilità.

In 3 mesi non c'era la possibilità di creare dal nulla una nuova classe dirigente e non c'era il tempo per elaborare un discorso che avesse la forza di smontare la narrazione delle forze oggi maggioritarie e una narrazione credibile ancorata a quei valori messi da tantissimi elettori in secondo, terzo, ultimo piano.

 

Ora che si lascerà ad altri la responsabilità del Governo (anche se dubito che Lega e M5S abbiano davvero interesse a governare), occorre lavorare.

E con ciò non intendo una nuova partecipata assemblea dal basso in un teatro romano con carrellata di leader dimissionari.

 

Occorre mettere in rete chi, nelle amministrazioni locali e nelle associazioni risponde ai bisogni dei cittadini e li interpreta in modo post-ideologico, depotenziando la portata delle narrazioni delle forze antisistema.

Occorre comprendere che la partecipazione politica oggi si realizza anche tramite il web. E non solo nella bolla dei social network dove si fa intrattenimento.

Le assemblee dopo cena e il sabato alle 10 sono per addetti ai lavori, sono forme della partecipazione da non abbandonare, ma dove non tutti possono andare e dove tanta gente non é mai stata. 

Inoltre, non possono essere le uniche forme di partecipazione.

Presidiare il web significa pensare nuovi spazi virtuali per l'elaborazione politica e la creazione di consenso.

Inoltre, i gruppi parlamentari, se ci saranno, non devono costruire e dettare la linea politica e sostituirsi alla comunità politica di appartenenza. Se non dopo che si sarà capito quale è la posizione e quale la direzione.

 

Infine, dimenticare la stagione dell'Ulivo, farsi uscire dalla testa che chi vota lega e cinquestelle è uno xenofobo, smettere di rivolgesi con linguaggio ricercato, parole difficili, solo a persone che capiscono quel genere di linguaggio e sono disposte ad ascoltarti, ma provare parlare a tutti. Provare  a pensare che oggi l'antifascismo è un valore imprescindibile, ma non un elemento capace di mobilitare e garantire il voto.

Smettere di guardare al passato per cercare di trovare, già confezionate, le soluzioni per il futuro.

In un momento dove le discriminazione sono più radicalizzate che in passato, la povertà dilaga, le diseguaglianze si incancreniscono, la sinistra non ha smesso di essere utile, la sinistra deve ritornare ad avere senso. Per se stessa, ma soprattutto per gli elettori.