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March for our lives. Cosa è successo e può ancora succedere

March for Our lives, manifestazione salita alla ribalta delle cronache italiane solo nel suo appuntamento di piazza del 24 marzo, è in realtà la punta di un iceberg molto complesso che riguarda l'America dell'era trumpiana,  e un avvenimento che può riguardare le speranze di ricostruzione di una nuova new left internazionale.

I fatti che hanno preceduto e seguito il massacro di San Valentino avvenuto in Florida al Marjory Stoneman Douglas High School, toccano l'annoso dibattito sulla libera circolazione delle armi; ma anche i rapporti tra lobby delle armi (NRA) e istituzioni e tra queste ed i movimenti di cittadini impegnate per una legislazione più restrittiva sull'uso delle armi; oltre che i rapporti tra Repubblicani e Democratici; fino a toccare anche la questione delle influenze della Russia sulla politica americana. 

Una nuova generazione

Emma Gonzáles, David HoggCameron Kasky e Jaclyn Corin, volti e voci più rappresentative della manifestazione, sono ragazzi nati nel 2000 che non hanno mai votato, ma che vivono sulla loro pelle i voti dati dai loro genitori e le politiche adottate dalle generazioni precedenti.

Cresciuti e maturati nell'America di Obama, si affacciano alla politica attiva dopo un anno di presidenza Trump, anni di politiche di deregolamentazione sull'uso delle armi e sui controlli e dopo un intensificarsi di stragi e attentati nelle scuole a cui sono seguite timide reazioni da parte della politica e la proposta shock del Presidente Trump di armare anche gli insegnanti.

Al grido di "no more" e "enough is enough" in Pennsylvania Avenue questi studenti delle superiori hanno mandato un messaggio a Washington e a tutto il sistema politico, rivendicando la loro presenza e determinazione, soprattutto in vista del prossimo novembre, in occasione delle elezioni di metà mandato, dove vorranno rendere questo tema un tema generale dell'agenda elettorale.

Quella di ieri, che ha coinvolto milioni di persone è stata la più grande manifestazione pacifica del dopoguerra della storia americana, con eventi in 845 luoghi in tutto il mondo.

Valutazioni

Immaginare che degli studenti delle superiori quasi diciottenni potessero monopolizzare e determinare il dibattito politico fino a uno o due anni fa era impensabile.

Ma perché gli studenti delle superiori e non dei college, come la storia americana ci ha abituato? 
Perché questi ragazzi sono liberi.

Nel senso proprio dell'eccezione americana del termine "Libertà".

Sono liberi da ancoraggi culturali e battaglie del passato. Infatti la loro battaglia pacifista non è legata al bando alle armi, contro il secondo emendamento, ma per una legislazione più controllata, e si pone in una posizione trasversale alle posizioni politiche in campo. 

Liberi dal trauma sociale e politico dell'11 settembre e dalla retorica degli stati canaglia e della democrazia da esportare.

Una generazione che non ha vissuto il passaggio analogico-digitale, che non divide il virtuale dal reale, ma condivide il virtuale nel reale. 

Una generazione cresciuta nell'eccesso di possibilità dato dal "now" della rete, impaziente, ma che potrebbe aver sviluppato gli strumenti e le risorse per trasformare vincoli in opportunità.

Certo, non sono così naif da credere che degli studenti di provincia abbiano potuto organizzare un evento di questa portata e con questa copertura da soli e tramite i social network.

Essenziale è stato il contributo di realtà come Everytown for Gun safety, inizativa fondata da "sindaci contro le armi illegali (Mayors Against Illegal Guns), con a capo Bloomberg e mamme che chiedono una risposta (Moms Demand Action). Ma cosa è successo nelle scorse settimane?

In queste settimane, cito senza rispettare l'ordine cronologico, David Hogg è stato accusato da estremisti anti-complottisti e da un segretario distrettuale repubblicano di non essere un reale studente della scuola in Florida, ma un attore per situazioni di crisi. Leslie Gibson, candidata al parlamento per i Repubblicani nel Maine ha chiamato Gonzales "lesbica skinhead" ed è poi stata costretta a ritirarsi; Kameron Kaky ha rivolto al Sen Marco Rubio in diretta la miglior domanda mai rivolta da nessun giornalista professionista. Il Senatore alla domanda/richiesta di non ricevere più finanziamenti dalla lobby delle armi non ha risposto; intanto la NRA ha continuato tramite la sua tv ad accusare i ragazzi e chi ci sta dietro di essere contro il II emendamento, temendo la portata della campagna trasversale e post-ideologica di cui questi ragazzi sono testimoni e portavoce.

Intanto, secondo la Alliance for Securing Democracy, nel dibattito sui social in Florida ma in tutta gli Stati Uniti son stati accertati account riconducibili alla Russia, con lo scopo di infiammare il dibattito e polarizzare l'opinione pubblica.

 

Prospettive

Cosa faranno tutti questi ragazzi mobilitati e invitati a registrarsi al voto?

Si fermeranno per ottenere una migliore regolamentazione delle armi, oppure questo evento è l'inizio di una nuova mobilitazione generazionale?

Gli studenti hanno rivendicato la loro presenza il prossimo novembre, ma potranno mai passare ad un ruolo di protagonisti nei termini e dei modi della politica americana? E' presto per dirlo.

I grandi assenti, i democrats, hanno forse solo in Bernie Sanders l'interlocutore privilegiato e autorevole di questa generazione, lui che già alle scorse elezioni ha puntato sull'università gratuita e altri temi di indiscusso fascino per le nuove generazioni.

E se la trasversalità dichiarata  (e conclamata, visto che alcuni di questi giovani protagonisti ha espresso sostegno anche al II emendamento sul possesso di armi) si incontrasse con altre issues del dibattito statunitense e opinioni discordanti sulla presidenza Trump?

Quanto possono reggere gli attuali partiti continuando la polarizzazione decennale sui temi in agenda, mentre le generazioni cambiano, la continua revisione dei collegi elettorali non riesce a star dietro a un cambiamento rapido del corpo elettorale (il terremoto in Costa Rica ha rivoluzionato la Florida, il Mid West è in transizione), e le nuove generazioni si dimostrano ostili a certi ancoraggi?

Ce ne è abbastanza per rimettere in discussione il sistema bipolare e un nuovo cambio del sistema partitico americano, come la storia americana ci ha abituato già in passato?