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Salvini si può fermare?

Tra poche settimane si voterà per le elezioni europee e se l'orientamento rilevato dai sondaggi dovesse essere confermato, Matteo Salvini sarà il vincitore indiscusso della tornata elettorale.

Una tornata elettorale non solo significativa per la compagine comunitaria, ma anche per le sorti dell'esecutivo.

Dall'analisi dei trend, sintetizzando e semplificando lo scenario, Matteo Salvini vince, ma non sembrerebbe convincere oltre l'elettorato di riferimento suo e/ o dei suoi alleati elettorali (e nelle amministrazioni locali).
Certo, pesca indistintamente e senza difficoltà in tutte le fasce sociali senza distinzioni di genere, età, titolo di studio e professione, con punte di preferenza tra quegli elettori che una volta avevano come riferimento Silvio Berlusconi.

Tuttavia, rispetto all'altro Matteo che sempre in occasione delle Elezioni europee raggiungeva la soglia 40%, il Ministro dell'Interno non sembra esser capace di rubare voti significativi ai suoi avversari, sempre e considerato che per avversari non intendiamo anche il Movimento 5 stelle, attuale partner di Governo.

 

Il "fenomeno" Matteo Salvini

I meccanismi causali che stanno alla base del fenomeno Salvini sono pochi, e così riassumibili.

  • uso esperto della Rete, sia nei contenuti positivi, sia in quelli negativi e della loro eco (viralizzazione, impression, engagement, etc).
  • l'assenza di un programma con posizioni definite, ma la capacità di inseguire il sentiment comune prevalente con basi ideologiche, (che fa effetto moltiplicatore con il punto di sopra) in un contesto di evanescenza delle notizie e di scarsa memoria nell'elettorato (di riferimento e non solo);
  • l'assenza di una leadership alternativa nel centrodestra (a dire il vero, assenza del centro destra);
  • l'assenza di una leadership alternativa univoca sia a sinistra, sia nel pd, sia nel m5s;
  • la crisi sistematica dell'economia e delle istituzioni degli ultimi 10 anni.

Matteo Salvini non era nuovo della politica quando è salito al vertice del suo partito; politico navigato e di lunga esperienza era già noto alla sua comunità di riferimento ed ha saputo allargare il consenso anche assumendo scelte non scontante: via il Nord dal simbolo, apertura alle esperienze civiche locali con altri politici con precedenti trascorsi, tentativo di creare una lista satellite (noi con Salvini) etc.

Tuttavia, a riguardare i 5 punti precedenti occorre tenere conto che solo 2 sono frutto del suo ingegno e ammettendo pure che la sua squadra tattica sui social rimanga sempre aggiornata e sul pezzo, l'assenza di posizioni è tanto un vantaggio quanto uno svantaggio.

 

Non ci sono, per lo meno ancora, dati sufficienti per dirci se il consenso elettorale si è consolidato e si consoliderà in un allargamento della sua comunità. Per dirla semplicemente: ripensiamo a Renzi e al successo delle Europee e cosa è successo dopo con il Referendum sulla Costituzione, il tesseramento del PD, etc. Succederà lo stesso a Matteo Salvini?

Di certo si può dire che mai nessuno negli ultimi 25 anni si è trovato in una situazione così favorevole come il capo della Lega. Il Berlusconi della discesa in campo aveva Bossi e Fini come comprimari; quello del ritorno aveva Fini e Casini; quello del Pdl ha dovuto cedere il passo ad un Alfano e poi sappiamo come è andata a finire. Del e nel centrosinistra inutile dire delle leadership tra D'Alema, Veltroni, Prodi etc. Per non parlare della sinistra generata dalle scissioni di Rifondazione. Anche la scelta del capo politico del m5s è stata una scelta che per escludere alternative ha dovuto comportare un viaggio in sudamerica e un silenzio social di mesi. 

 

Matteo Salvini è un privilegiato politico.

 

Cosa può cambiare ora  e cosa più avanti?

Tutto.

E non per essere ottimisti, ma perché si tratta di una situazione talmente particolare che non può perdurare.

Nel bene e soprattutto nel male, visti i riferimenti valoriali di questo attore politico che hanno sdoganato qualsiasi pensiero triviale, antistituzionale, verbalmente violento e che ha fatto saltare ogni filtro etico di autocensura.

Cosa possono fare i partiti per battere Salvini

Diciamoci la verità, per queste elezioni europee i partiti e liste in campo possono fare molto poco.
Purtroppo è molto probabile che non facciano nulla, e allora il Tutto passa dalla differenza tra cosa è niente e cosa è poco.

  • Si vota sull'Europa, e l'Europa è centrale nella quotidianità e si manifesta nella piccole e grandi cose: dall'economia, alla salute, passando per il lavoro, l'ambiente etc. Ma per farlo bisogna semplificare il linguaggio. Io ad esempio mi sono accorto di non esser capace di spiegare situazioni complesse con concetti semplici. La gente 40 anni fa andava in piazza a sentire comizi di 20,30 minuti, in piedi, senza distrazioni social e cellulari, forse non capiva una beata mazza, forse era appassionata e partecipava per essere "parte di una comunità" e quindi stava lì, ora la gente se non capisce non ti ascolta e/o non ti legge, e non ci sono più le ridotte di partito come una volta, i circoli, le sezioni che spiegano cosa ha detto il tizio in piazza. Quindi se vuoi parlare di morti sul lavoro e lo fai come nel 1985 tanti auguri e tante care cose.
  • evitare di fare come Veltroni quando parlava di Berlusconi come "Il principale esponente dell'altro schieramento", ma nemmeno inseguire Salvini. NB: Salvini non ha temi, perché non ha idee sue. E' una chiavetta usb ambulante, un cloud caricato giornalmente che come avatar ha un medioman che mangia male e si veste peggio. Qualunque tema può essere un suo tema perché lui è l'uomo qualunque. E qualunque partito/lista a lui alternativa deve avere una task force che ogni volta che parla o scrive, recupera tutto quello che ha detto in passato, quello che sta facendo e non facendo il suo Governo, e dà chiarezza della realtà dei fatti. Tutti i suoi follower (quelli reali, of course) devono essere impegnati ad odiarvi e non seguire cosa dice lui. Più vi odieranno e più nel lungo periodo smetteranno di odiarvi perché si dimenticheranno del perché lo stanno facendo.
  • Ogni lista deve trovare una e una persona sola per le prossime 4 settimane che parli e appaia. Tutti gli altri devono commentare e condividere quello che fa, dice e come appare quella persona lì. Lo so che significa ledere al pluralismo congenito di chi di sinistra (dove se si è solo in 2 allora si fanno 3 partiti), minare la tenuta di quelle realtà con correnti e spifferi, o delle liste appena nate come sintesi di più sigle. Tuttavia questa cosa della Rete e del cwrod funziona in modo strano. Le cose "dal basso" nascono quando non sono quelli dall'alto che dicono che devono partire dal basso, quelli dall'alto devono comunicare dall'alto. Vale la regola mainstream della comunicazione di massa standard con il comunicatore, il mezzo, e i riceventi. Forse la rete può permettere modifiche più rapide sui ruoli, ma il messaggio (anche grazie agli algoritmi) passa ancora così, e allora aiutatevi a farvi riconoscere tizio A= partito1 tizia B= lista 2. con buona pace per il narcisismo del microleader di turno.

Questi 3 piccoli accorgimenti, soprattutto per chi insegue il 4%  permetteranno di avere:

- un messaggio chiaro;

- un messaggero riconosciuto;

- una selezione degli interlocutori;

- una bozza di programma per le prossime elezioni politiche dove non esiste il 4%.

Poi si farà sempre in tempo a fare assemblee, congressi, fusioni, litigi, primarie etc per scegliere leader etc

 

Cosa possiamo fare noi?

Tanto: Andare a votare.

Io so già cosa voterò. Con una buona dose di convinzione.

Se invece voi non siete convinti ma volete anche voi evitare che Salvini stravinca, dovete andare a votare. 
Anche se nessuno vi rappresenta, se "e allora il pd", se non c'è una lista superunitaria sinistra, se quella sta con quello che è troppo liberista, centrista, democristi, comunista, ecologista, ista qualche cosa che sapete solo voi che eravate in piazza nel 1988 con quello lì che vi ha fatto un torto, anche se non vi ricordate più cosa. 

 

Andate a votare e non votate scheda bianca.

 

La scheda bianca non va con la maggioranza come raccontano le leggende, ma serve solo al conto dell'affluenza, e non si mischia ai voti validi.

I voti validi sono tutti quelli espressi a una lista. Anche se prenderà lo 0,18% e i non eletti la sera dello spoglio brineranno a champagne fino all'alba.

E' molto semplice, in un altro post che ho in testa giocherò con gli scenari futuri post voto europeo.

 

Se su 100 elettori ne staranno a casa 30 e 30 voteranno Lega, Salvini avrà il 43% da solo.

Se tra quelli che vogliono stare a casa, 20 sono tra elettori del PC, La sinistra, Europa Verde, PD, Più Europa, M5S e invece vanno a votare, Salvini scende al 33% e se vanno a votare anche gli altri 10, anche se qualcuno voterà per lui, molto oltre il 30 non va.

Io capisco che può fa schifo, e che votare il meno peggio non è cosa buona e giusta e molti di  voi si sono stufati di votare il meno peggio o di scegliere il voto utile,  tuttavia anche lo 0,18 può fare la differenza.

Qualsiasi voto espresso è utile.

 

Se il PCI, La Sinistra, Europa Verde, Più Europa con Italia in Comune dovessero tutte superare il 4% sarebbe una gran bella differenza che può creare un'alternativa.

Non è la politica dei se e dei ma, ma della speranza.

Perché la speranza non si ferma mai.