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I Gilet Gialli, quale prospettiva?

Ho seguito con poca attenzione la vicenda dei gilet gialli, tuttavia mi sembra che in realtà ci siano dei segnali che devono farci riflettere attentamente.

Senza quasi altri precedenti nella storia moderna europea, hanno costretto lo Stato a mostrare un volto autoritario e repressivo, questo perché  stanno costruendo (o almeno stanno provando a realizzare) una situazione di rottura dell'ordine neoliberista.

Questo fenomeno mi suscita però una domanda: sono sempre più un processo di soggettivazione identitaria oppure si tratta di un costituendo movimento di ampio respiro che deve ancora esprimere tutto il suo reale potenziale? È davvero popolo che si riconosce in comunità di lotta, grazie anche a un colore avverso al potere costituito? 

Stando alle informazioni che la stampa mainstream cerca di filtrare, restituendo una narrazione tendenzialmente ostile, la Francia oggi sembrerebbe essere divenuta (tornata?) il modello della nuova forma dell'associazione collettiva del blocco sociale della crisi.

 

I gilet gialli non sono un movimento, ma un processo di automatica aggregazione che sembrerebbe mettere radici. Hanno iniziato a costruire case del popolo, e questo li accomuna a quella fratellanza originaria che unisce gli ultimi, costruendo solidarietà e azioni di lotta tipica delle prime forme del movimento operaio europeo. Chi vive la crisi e rifugge dalla soluzione populista, oggi trova in loro una forma per combattere l'élite finanziaria.

 

La loro "organizzazione" è completamente orizzontale, senza verticismi, niente leader, niente capi, niente coordinamenti e segreterie, che dall'AdA (Assemblea delle Assemblee di Commercy e Saint-Nazaire) sta lavorando seguendo l'approccio teorico municipalista, utilizzando le tecniche di intelligenza collettiva e perseguendo la democrazia diretta con la creazione di una federazione di assemblee popolari e cittadine. Solo 5 portavoce, tra i quali c'è François Boulo, avvocato 32enne, che dichiara che il processo di rivoluzione è iniziato.

La democrazia diretta è la base: 'di fronte ad un governo non rappresentativo e al servizio di una minoranza privilegiata, noi mettiamo in pratica nuove forme di democrazia diretta' è quello che è stato critto nell'appello dopo i tre giorni di Assemblea a Saint-Nazaire.

Hanno sviluppato anche una piattaforma informatica (La Ligne Jaune, della quale lo stesso Boulo è proprietario) con cui coordinarsi, coltivando sia una trasformazione politica di lungo periodo senza più ricorrere alla rappresentanza, sia la strutturazione di azione dell'immediato.

Tuttavia l'AdA rappresenta solo una parte di questa galassia e non tutti vorrebbero una strutturazione. C'è infatti chi per ora si limita alle rivendicazioni e non ha del tutto le idee chiare. Ci sono istanze di destra, certo, ma anche di sinistra. Infatti alle elezioni europee non danno indicazioni di voto, anche se i partiti li hanno corteggiati, e in Francia ci sono tre liste ispirate a queste manifestazioni.

 

Cosa succederà?

Impossibile prevedere quanto potrà prolungarsi la protesta e se si trasformerà in qualcosa di politico così come siamo abituati ad intenderlo. Guardando al passato,  questo tipo di contestazioni può avere esiti molto diversi: la grande rivolta dei vignaioli di Montpellier del 1907 (soppressa nel sangue dal governo Clemenceau) si è esaurita in breve tempo;  al contrario, le lotte operaie iniziate nel XIX secolo sono durate un secolo e mezzo, grazie a scioperi, conquiste sociali, creazione di cooperative e organizzazioni di mutuo soccorso. Più di recente, Occupy Wall Street si è spento rapidamente, ma le sue idee sono riaffiorate alla sinistra del partito Democratico americano con Sanders, nelle contestazioni degli Indignados in Spagna che hanno agevolato l’ascesa di Podemos,...

In assenza di strutturazione,leadarship e/o interlocutori identificabili, i movimenti orizzontali sono destinati a sparire, o a sopravvivere come forme di creazione di cultura politica, e non a diventare realtà significative nelle competizione politiche, che mai come oggi vivono della volatilità e leggerezza di contenuti diffusi a mezzo social.

Non credo però  che il movimento dei gilet gialli possa conservare a lungo la forma attuale. Comunque vada, però, penso che abbiano inaugurato un nuovo periodo storico, un nuovo modo di declinare la protesta politica attraverso una combinazione di manifestazioni fisiche e attivismo digitale che non ha parallelismi, come si vuol far credere, con il nostrano Movimento Cinque Stelle.