· 

Siamo nelle mani di Mattarella

 

I tempi e le scadenze istituzionali e costituzionali non sono nelle disponibilità dei capi partito.

 

Questo valeva per Salvini quando ha evocato a sè pieni poteri ed elezioni subito e vale oggi per Di Maio che si vuol presentare dal Presidente della Repubblica subordinando i prossimi 10 giorni alle volontà della base del suo partito.

 

Anche il più disinformato arriva a comprendere che Mattarella non può attendere i tempi del Movimento, né tantomeno dare un incarico con una incognita.

Quando si vuole comprare una casa ma questa ha una ipoteca la compravendita non può aver luogo, per il semplice motivo che se anche il venditore ti assicura che l'ipoteca verrà estinta, c'è un tempo tecnico di conservatoria in cui la casa anche se venduta può subire pignoramento a causa della ipoteca preesistente (mi perdonino avvocati e notai per averla fatta semplice).

 

Il Movimento Cinque Stelle avrebbe potuto consultare la sua base nei giorni scorsi, ma non ha voluto farlo per 3 motivi.

 

  1. Di Maio non avrebbe potuto esplicitare una volontà di fare maggioranza con Pd, non dopo gli ultimi 4 anni e soprattutto dopo il mese scorso con l'invenzione del "partito di Bibbiano". E infatti la trattativa è iniziata ma lui non l'ha mai esplicitata.
  2. I gruppi parlamentari, guidati da Paragone e co, non è sicuro che reggano. E questo è da verificare.
  3. Il risultato della consultazione della base, per quanto noto e controllabile solo dalla Casaleggio e non da un ente esterno, è quasi scontato. A meno che le domande poste non siano fumose come già successo.

 

Non provino ad inventarsi che non c'erano i contenuti, c'era il veto su Conte etc.

 

Il Movimento Cinque Stelle ha cercato in tutti i modi di farsi di dire di no dal Pd, mentre Conte, che vuole prendersi il Movimento o il suo spazio, ha cercato in tutti i modi di chiudere i ponti con la lega. Ponti non chiusi, viste le aperture di alcuni Cinque stelle dentro e fuori il parlamento.

 

Su chi scaricare la responsabilità del fallimento se il Pd me le dà vinte tutte? Ma su Mattarella, ovvio. Così, dopo nemmeno 13 mesi dalle dichiarazioni di impeachment, il Movimento 5 Stelle rischia di commettere l'ennesimo sgarbo istituzionale contro il Presidente della Repubblica, caratterizzandosi per una forza eversiva e allergica alla rappresentanza parlamentare, una forza che forse vive con più semplicità i richiami, forme e modi istituzionali di una forza a lei speculare, la Lega, dalla quale potrà tornare, forse, dopo questa esperienza (a Mattarella piacendo). 

 

Il Presidente dimissionario Conte, che nell'appoggiare Trump all'ultimo G7 su Russia è andato ben oltre il disbrigo degli "affari correnti", dovrebbe aver il buon gusto e l'amor proprio, visto che il nome che circola è il suo, di ritirare la disponibilità ad avere incarico se subordinato ad un successivo voto tramite una piattaforma privata quale è Rousseau oppure, dovrebbe diventare unico interlocutore del Movimento e, quale presidente incaricato in pectore, dire che non ha bisogno di Vicepresidenti, che il Conte 2 sarà un'altra cosa.

 

Questo per liberare il campo da questo stucchevole susseguirsi di dichiarazioni, interviste, comunicati guidati solo da interessi di bottega e nessun rispetto delle Istituzioni. 

 

Non ho più aggettivi per definire questo errabondo spettacolo e posso sperare che finisca presto solamente affidandomi al cuore immacolato di Mattarella.