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Conte 2: quando le aspettative si sono ridotte a zero si apprezza veramente ciò che capita

 

Diciamoci la verità, nessuno un mese fa avrebbe mai creduto possibile vedere Roberto Speranza o Dario Franceschini ministri prima dell'autunno.

 

Dopo un'estate iniziata sotto i colpi dei decreti sicurezza, dello scandalo Gozi consulente di Macron e di Bibbiano possiamo etichettare il giuramento del nuovo governo guidato da Giuseppe Conte come avvenimento pirotecnicamente imprevedibile, senza che anche il più fine dei politologi si possa sentire offeso.

Ancora oggi così la politica dimostra di essere qualcosa che è tanto tattica quanto strategia, ma spesso è figlia dei dettagli e ancora di più della velocità della comunicazione politica. Sicuramente ci sono dei retroscena che il grande pubblico dei non addetti ai lavori non conoscerà mai o per molto tempo e che riempiono i vuoti lasciati da Matteo Salvini, Beppe Grillo, Metteo Renzi, Giuseppe Conte e Nicola Zingaretti, e quindi sicuramente qualcuno sapeva cosa stava per accadere già prima di quell'infelice (almeno per Salvini) 8 agosto, tuttavia l'esito di questa crisi non si può considerare un'aspettativa.

 

Prima della crisi ero sicuro di un lento e progressivo deteriorarsi della maggioranza del Governo Conte 1 a seguito del voto su Sicurezza e poi quello su Tav, che come esito avrebbe avuto un Governo Tecnico o di minoranza, anche per le richieste europee, prima di nuove elezioni.
Nei primi giorni di crisi credevo possibile solo un Governo di Scopo, con maggioranza PD-M5S finalizzata a bloccare aumento dell'Iva e rifare la legge elettorale  e mai, fino a settimana scorsa, avrei creduto possibile la sintesi di un programma di governo né l'avrei ritenuto utile. Anzi, in più di un momento ho auspicato la rottura per andare al voto ormai in primavera con un Governo neutrale, ormai superata la fase delirante di voto in autunno auspicata da Salvini.

 

Senza aspettative sull'esito di questa crisi oggi non posso che apprezzare la nascita del nuovo Governo.

Rimango senza grosse aspettative ormai per carattere, tuttavia credo che questo governo sia sicuramente migliore del precedente, ha un fondamento su un programma che, seppur vago  e impreciso, è in gran parte condivisibile, supera la convivenza forzata tra due squadre diverse, ma cerca di unire in una nuova entità i due nuovi alleati.

Conte, privato dei suoi ingombranti vice, potrà essere finalmente il Presidente del Consiglio che non ha potuto essere nell'ultimo anno? Troppo presto per dirlo ma la scelta di  non aver Vice è di buon auspicio come di buon auspicio sono i cv di alcune personalità coinvolte nella squadra di governo.

Cosa ci si aspetta

Se il nuovo governo riuscirà nel prossimi 6/9 mesi a sterilizzare gli aumenti iva e iniziare con la Commissione Eu un rapporto volto a rivedere i parametri di bilancio e gli accordi su immigrazione, ci si troverà di fronte ad un successo senza precedenti.

Un successo e merito non solo del Governo, ovviamente, ma anche della convergenza favorevole di aspetti nazionali e locali considerando che da un punto di vista economico è quasi impossibile andare peggio di così.

Se poi riuscisse a portare a compimento 2/3 politiche a sostegno della redistribuzione e del taglio delle tasse, l'attuale compagine governativa potrebbe essere destinata a governare per molto, moltissimo tempo.

Alcuni dettagli:

  • Il Ministero dell'Interno. Il profilo della nuova ministra è incredibile e inattaccabile. Capisco che servisse de-ideoligizzare il ministero dopo Salvini, ma spero che i partiti di governo non abbiano intenzione di tacere e non strutturare una contronarrazione sul tema. Serve, e servono delle idee diverse e nuove, ricorrere al tecnico non può essere frutto di una abdicazione da parte della politica e un po' oggi se ne ha il sentore.
  • LEU. Che la minuscola pattuglia di Leu al Senato sia essenziale per il Governo ce lo dice la matematica. Leu, che da cartello elettorale doveva diventare partito ma invece è implosa si trova di fronte ad una scelta essenziale. Al neo ministro Speranza toccherà presidiare un dicastero che sarà sicuramente toccato dai tentativi di tagli e riduzione dei costi. Occorre strutturare uno spazio sociale di supporto e sostegno a questa terza gamba della maggioranza. Chi come me era pronto a prendere la tessera di Leu ieri, lo è ancora oggi, sempre che ci sia la volontà di interpretare le esigenze sociali di un paese in sofferenza, oltre all'assunzione delle responsabilità del governare. La sinistra abituata a dividersi con la scusa (sì, un po' opportunistica lo so) del posto al sole magari riesce a riunirsi.
  • Rapporto PD-M5S. Bisogna vedere cosa succederà nei primi giorni. Se cambieranno i toni, le modalità di confronto, le relazioni parlamentari, gli attori coinvolti nel Movimento, e il ruolo del segretario del PD considerato il suo gruppo parlamentare. C'è chi già parla di coalizione da esportare anche nel quadro regionale. Ma è fattibile? Alcune analisi ci dicono che l'elettorato del M5S del 2013 era prevalentemente di destra ma ha contribuito a eleggere una rappresentanza più vicina alle modalità e al linguaggio della sinistra, da cui Grillo era partito nel 2008. Nel 2018 invece, l'elettorato maggioritario del Movimento pare fosse prevalentemente composto dai delusi del Pd e della sinistra, ma quell'elettorato ha contribuito ad eleggere rappresentanti più vicini al centrodestra. Io continuo a credere che PD e M5S siano alleati naturali per molti temi e tante battaglie originarie, mentre su altre questioni (tav, tap etc) il movimento è in antitesi totale. Il Movimento ha però dimostrato di poter accompagnare la base verso un cambio di posizioni e  alleanze. La prospettiva più verosimile è che il Movimento 5 stelle possa coprire il PD su temi sociali e ambientalisti tipicamente di sinistra più che le forze di sinistra che invece sono più che critiche sugli aspetti economici e finanziari (dal funzionamento della ue, al mercato del lavoro alla salute e il sistema privato etc). Insomma,  c'è il rischio che il Pd sostituisca la sinistra con il Movimento in un nuovo centrosinistra da fare in Parlamento, dopo elezioni con sistema proporzionale in cui ognuno corre da solo. Tanto meglio dicono quelli che non vogliono "sporcarsi" con il governo, tanto peggio per quelli che invece vogliono contribuire a cambiare le cose.
  • Salvini. Non è sconfitto e parlerà ancora più liberamente. Non da ministro e senza il "rimbalzo" di un'altra forza all'opposizione come ai tempi dei governi Renzi/Gentiloni quando insieme al Movimento battagliava e cresceva nelle piazze. Non bisogna sperare nei guai giudiziari, ma trovare una voce alternativa alla sua con una nuova narrazione.
  • Conte 3. Nascerà verosimilmente quando il Sen. Renzi deciderà se conviene uscire dal Partito Democratico per fare la sua "cosa". Prima o dopo la riforma della legge elettorale, oppure dopo l'elezione del successore di Mattarella, o addirittura già dopo questo Natale? Non è dato saperlo. Conoscendo il PD più il tempo passa e più, con il successo di questa operazione governativa, la pattuglia parlamentare attribuibile a Renzi si assottiglierà, con meno seguaci pronti a fare il salto insieme al loro leader,...ma mai dire mai.

Questo Governo nasce in un momento in cui le possibilità di fare bene sono più alte rispetto a 1, 3 o 5 anni fa.

Io come 1 mese fa ho zero aspettative.

E come sempre sono aperto alle sorprese e all'inaspettato e sempre speranzoso di trovare una nuova casa politica.